
Uscire dal buio: risposte per chi ha pensieri suicidi
Speranza: Il desiderio di un qualche bene, accompagnato da almeno una lieve aspettativa di raggiungerlo, o dalla credenza che si possa ottenere. – Dizionario Webster 1828,
Per molti versi, il suicidio ha raggiunto livelli assimilabili a quelli di un’epidemia non solo negli Stati Uniti, bensì in tutto il mondo. Si stima che nel 2017 il suicidio sia stata la decima causa di morte negli Stati Uniti, tuttavia tra le persone di età compresa fra i 10 e i 34 anni ha rappresentato la seconda causa. I motivi specifici variano molto da persona a persona, ma in generale la ragione è da ricercarsi nella perdita della speranza. Le persone perdono la speranza in un futuro migliore, la speranza che vi sia un senso nella vita o di poter ottenere il meglio. Forse conoscete qualcuno che ha tentato o che ha commesso suicidio, oppure ci state pensando voi stessi. Oggi vi scrivo per restituirvi la speranza.

Potete anche dubitare della vostra capacità di sperare, ma sono sicuro che ce l’avete. Vi chiedo di attingere dalla mia sicurezza per qualche minuto, se la vostra vacilla. Sono convinto che nel nostro mondo sia stato compiuto un grave errore. Nel tentativo di liberarci di ciò che alcuni potrebbero considerare una forma di oppressione, abbiamo accidentalmente eliminato anche ciò che ci dava speranza. Vedete, alcuni anni fa, la società occidentale ha deciso di eliminare Dio. La società ha sostenuto l’idea che non esistesse alcun Dio e che chi credeva in Dio fosse una persona superstiziosa e debole. Ognuno di noi doveva essere una persona autonoma, senza rendere conto a un Dio oppressore che l’avrebbe giudicato. Oggigiorno le persone sono apparentemente libere da tutte quelle limitazioni e grazie alla libertà possono ricercare la loro versione del piacere.
Il problema è che liberandoci di Dio abbiamo anche eliminato qualsiasi scopo della nostra vita. Se non c’è alcun Dio, allora non c’è alcun fine per la nostra esistenza. Non siamo altro che un incidente cosmico e non abbiamo motivo per vivere. Quegli uomini si sbagliano! Non entrerò nei dettagli in questa sede, ma ci sono sufficienti ragioni per ritenere che esista un Dio e che Egli abbia uno scopo per la nostra vita. Vi presento la mia testimonianza di fede personale e quella di molti altri che hanno trovato la speranza e il loro scopo in Dio. E desidero anche farvi sapere che la Parola di Dio, la Bibbia, ha esaminato e parlato ampiamente del tema del suicidio. Prima di rigettare questa affermazione, dedicate qualche istante a considerare che la Bibbia ci ha mostrato sette uomini che hanno commesso suicidio, uno che aveva l’intenzione di suicidarsi e quattro che desideravano morire. In tutti i casi ci sono nove motivi per cui le persone hanno perso la speranza e hanno preso in considerazione il suicidio. L’aspetto interessante della Bibbia è che non solo affronta i motivi per cui le persone perdono la speranza e tentano il suicidio, ma fornisce anche la risposta a quei problemi e ci mostra come è possibile ritrovare la speranza.
I 9 “ladri” di speranza
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Perdita di potere
Nella Bibbia, quattro volte si parla di uomini suicidi per sfuggire alla cattura o alla morte in battaglia. Si tratta di Abimèlech in Giudici 9:53-54, Sansone in Giudici 16:29-30, Saul nel Primo libro di Samuele 31:3-4e Zimri nel Primo libro dei Re 16:18. In ciascuna di queste situazioni, gli uomini avevano perso la speranza di potere fuggire o di essere trattati in modo equo. Pertanto, anziché perire per mano del nemico, decisero di togliersi la vita prima di venire uccisi. Tutti questi uomini si trovavano o avevano subito la perdita della loro posizione e del potere. Erano re o giudici e temevano che il modo in cui avevano trattato male gli altri sarebbe stato applicato a loro. Avevano vissuto senza pietà e avevano paura di morire senza pietà. Se vi riconoscete in questa descrizione, dovete sperimentare cosa sono la pietà e il perdono attraverso Gesù Cristo. Proseguite la lettura per scoprire come riuscirci.
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Assenza o perdita di identità
Ne abbiamo un esempio quando la Bibbia registra che lo scudiero di Saul si suicidò dopo aver visto morire Saul nel Primo libro di Samuele 31:5. La Bibbia non indica il nome dello scudiero e questo, in parte, suggerisce il problema. Questo uomo non aveva una sua identità, la sua identità era tutt’uno con la sua relazione con il Re Saul. Molte persone hanno lasciato che le proprie identità andassero perdute perseguendo lo scopo di un altro. Se capita qualcosa alla persona che seguono, come la morte o un rifiuto, non avendo un’idea solida di chi sono loro stessi, perdono la speranza e rimangono in una posizione pericolosa. Potrebbero chiedersi: “Chi sono io senza questa persona?”. Purtroppo, potrebbero arrivare all’idea sbagliata che, come lo scudiero di Saul, non sono nessuno e per questo motivo potrebbero tentare il suicidio. La verità è che Dio ha offerto una nuova identità a ciascuna persona e questa identità è accessibile anche a voi. Dio assicura e riserva un’identità appositamente per voi. Per scoprire come appropriarsi dell’identità che Dio ha serbato per voi, proseguite la lettura.
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Umiliazione
Nel Vecchio Testamento è menzionata una persona dal nome strano, Achitòfel. Era il consigliere di un uomo che desiderava diventare re. Un giorno diede un consiglio al re, ma il re decise di seguire il consiglio di un altro uomo. L’orgoglio di Achitòfel rimase ferito a tal punto che nel Secondo libro di Samuele 17:23, partì e si uccise. A volte, lasciamo che il nostro orgoglio assuma una dimensione così grande che pensiamo di stare ricevendo un rifiuto personale quando gli altri non accettano la nostra opinione. Potremmo offenderci con qualcuno e questo potrebbe causarci una profonda amarezza o, come nel caso di quest’uomo, indurci a pensare alla morte per evitare di essere umiliati davanti agli altri. Il sentimento dell’umiliazione non piace a nessuno, ma quando ci porta a considerare il suicidio, è un’indicazione che il nostro orgoglio ci è sfuggito di mano. La Bibbia racconta che Gesù ha disprezzato l’umiliazione della croce per salvarci. Egli sa come affrontare l’umiliazione e il disonore ed Egli sa indicare anche a noi come affrontare questo problema. Per saperne di più sul sacrificio di Cristo per noi, continuate a leggere.
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Colpa
Forse il suicidio più famoso contenuto nella Bibbia è quello di Giuda, che ha tradito Gesù Cristo. Secondo gli Atti degli Apostoli 1:18-19, Giuda si uccise in un campo che aveva acquistato con il compenso ricevuto per aver tradito Cristo. Non vi è alcun dubbio che fosse sopraffatto dal senso di colpa e possiamo giustamente sostenere che aveva tutto il diritto di esserlo. Non riesco a pensare a una peggiore azione da parte di un uomo che il tradimento di Gesù Cristo. Alcune persone portano una colpa così grande a causa di cattive decisioni, e persino di attività criminali, che sono convinti che ciò impedirà loro di ricevere il perdono e di trovare la pace. Era il caso di Giuda, ma lui si sbagliava proprio come chi la pensa così. Forse vi state portando appresso delle colpe per le scelte del passato. Ho buone notizie per voi: nella Bibbia è scritto che Cristo è morto per tutti i nostri peccati e che possiamo trovare il perdono e la libertà dalla colpa credendo in Lui. Per scoprire come liberarvi dalla colpa per le questioni del passato, continuate la lettura.
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Sentimenti di fallimento o accecamento dalle tenebre
Negli Atti degli Apostoli 16:25-31 si racconta di un carceriere. Una notte venne un terremoto così forte che si ruppero le porte della prigione. Leggete un breve racconto del fatto per capire: “Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio; e i prigionieri li udivano. 26 Improvvisamente si fece un gran terremoto tanto che le fondamenta della prigione furono scosse: e in quell’istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero. 27 Il carceriere, destatosi e viste le porte della prigione spalancate, trasse fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti.” Fate caso: la situazione era completamente fuori dal controllo del carceriere, ma il suo lavoro era fare la guardia ai prigionieri e pensava di avere fallito. Ci sono alcuni elementi che vale la pena di notare in questo aneddoto: per prima cosa, era mezzanotte, per cui era molto buio. Spesso quando le persone prendono in considerazione il suicidio, descrivono i loro sentimenti come “un sentimento di buio”. So che in questo punto si parla della notte, ma credo vi sia una metafora interessante. Le tenebre suscitano in noi qualcosa: confusione, a volte paura. Il custode della prigione non poteva vedere chiaramente e quindi si immaginava il peggio. Questo è quello che fanno le persone al buio. La Bibbia racconta che il custode immagina che i prigionieri siano fuggiti e per questa errata supposizione si voleva uccidere. Non ha aspettato di vedere se la sua supposizione fosse esatta. Spesso, in una situazione cupa saltiamo alla conclusione che non resti alcuna speranza senza tuttavia esserne certi. Lasciamo che il buio ci getti nella disperazione e ci impedisca di conoscere tutta la verità. La verità, per quest’uomo, era che nessun prigioniero era fuggito. Se sentite di avere fallito o di essere accecati dalle tenebre, ricordatevi di questo aneddoto biblico. La verità è molto diversa alla luce del giorno. Nel Vangelo secondo Giovanni 12:46, Gesù dice: “Io sono venuto come luce per il mondo, affinché chiunque crede in me non resti nelle tenebre.” Proseguite la lettura per conoscere meglio la luce offerta da Cristo.
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Malattie e difficoltà
Nessuno al mondo è stato messo di fronte a maggiori malattie e prove di un uomo nella Bibbia chiamato Giobbe. In pochissimo tempo perse tutto ciò che aveva, i suoi figli morirono tutti e lui era coperto di dolorose pustole dalla testa ai piedi. In poco tempo, la vita di Giobbe era precipitata rovinosamente e lui versava in uno stato di completa miseria, sia emotiva che fisica. Per questo non sorprende leggere in Giobbe 6:8-11 che desiderasse morire. Nulla può togliere la speranza tanto rapidamente quanto il dolore e la malattia. E in parte è perché tendiamo a dimenticare che, pur in quelle condizioni, abbiamo ancora uno scopo. Rischiamo di perderlo di vista facilmente poiché il dolore fisico ed emotivo ci distrae. Proprio come successe a Giobbe, ma alla fine del libro omonimo, non solo era guarito dalla malattia fisica ma aveva anche recuperato i beni perduti e altro ancora. Senza dubbio, Giobbe aveva parecchi motivi per sentirsi triste; tuttavia, la Bibbia ci racconta che ignorava il finale della sua storia, così come noi ignoriamo il finale della nostra. Alla fine, la vita aveva in serbo per Giobbe cose molto migliori del dolore che stava attraversando. La Bibbia ci dice che Dio può darci la pace anche quando la vita ci mette a dura prova: per riuscirci, dobbiamo avere una relazione personale con Gesù Cristo. Per imparare come trovare questa pace, proseguite la lettura.
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Minacce o depressione
Una regina malvagia minacciava di uccidere il profeta Elia nel Primo libro dei Re 19:2-4 suscitando in lui una paura tale, che Elia pregava di morire. Dopo questa minaccia, sembra che Elia si sia anche trovato alle prese con una crisi depressiva. In questo caso è difficile dire cosa abbia causato in lui il desiderio di morte. La depressione è un problema importante che mette in difficoltà molte persone. Se avete bisogno di chiarimenti sulla depressione, cliccate sul collegamento in fondo a questo articolo per maggiori informazioni. Quando le persone ci minacciano, possono generare una paura enorme nei nostri cuori. Viviamo in un’epoca in cui le minacce sembrano essere frequenti, specie con l’avvento dei social media che permettono di riceverle anche in forma anonima. Questo tipo di bullismo e di minacce possono pervadere di ansia e timore una persona. Elia è fuggito per salvarsi, ma la verità è che la maggior parte dei bulli è coraggiosa solo quando può nascondersi nell’ombra. Elia non venne ucciso e riuscì a fare molte cose durante la sua esistenza. È certamente vero che si debbano affrontare il bullismo e le minacce, ma non dobbiamo lasciare che l’intimidazione ci spinga al suicidio. Piuttosto, dobbiamo difenderci e fare ciò che è giusto in modo che anche gli altri lo prendano come esempio per imparare ad affrontare i bulli. Gesù si è trovato di fronte alle minacce, e addirittura alla morte, per noi e attraverso queste Egli ha trovato il modo di darci la forza di resistere. Per imparare come trovare questa forza, proseguite la lettura.
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Rancore
Un altro esempio di una persona che desiderava morire era un uomo chiamato Giona. Giona provava rancore nei confronti di un’intera città perché aveva commesso un torto contro il suo popolo. In Giona 4:3-7, Giona disse a Dio “Or dunque, o Eterno, ti prego, toglimi la vita, perché per me è meglio morire che vivere.O LORD, take, I beseech thee, my life from me; for it is better for me to die than to live.” La sua rabbia e il suo risentimento lo avevano sopraffatto a tal punto da desiderare di essere morto. La rabbia e il rancore possono avere un effetto deleterio sulla mente e spingerci a compiere azioni sciocche. Il rancore di Giona lo aveva portato a essere completamente incentrato su se stesso. Non pensava al dolore degli abitanti di Ninive, pensava solo a lui. Le persone rancorose sono spesso così. Giona era diventato ingrato per tutti i doni che Dio gli aveva dato. Dio fu molto buono con Giona e anche quando questi si crogiolava nell’autocommiserazione, Dio era buono con lui. Ma Giona non era grato per le buone cose della sua vita. Tutti noi abbiamo nella nostra vita delle cose positive che cominciamo a considerare scontate. Alla fine, Giona divenne un uomo molto solo. Il rancore spesso ci porta a una solitudine estrema e all’isolamento, come è successo nella vita di Giona. Con questo non voglio dire che tutte le persone sole sono amareggiate. Ci sono, ovviamente, moltissimi motivi per cui una persona può restare sola, ed è importante cercare di mostrarci amichevoli con gli altri quando ci sentiamo soli. Nei Proverbi 18:24, la Bibbia dice: “L’uomo che ha molti amici deve pure mostrarsi amico, ma c’è un amico che sta piú attaccato di un fratello.” Gesù è un amico che ti sta ancora più vicino di un fratello; Egli è sempre lì per noi. Tuttavia, esiste un modo per affrontare la rabbia e il rancore e riuscire a indebolirli seguendo le istruzioni di Dio contenute nella Bibbia. Dio ci ha indicato che possiamo annientare il potere della rabbia e del rancore attraverso il perdono. Potrà sembrare una follia, ma è esattamente ciò che Dio ha compiuto per noi: pur avendo noi infranto la legge di Dio e offeso la Sua virtù, Egli ha scelto di perdonarci accettando il pagamento di Gesù Cristo per i nostri peccati. Nella Lettera agli Efesini 4:32c si legge: “perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo.” Il perdono nei confronti di chi ci ha offeso e ferito deve avvenire nello stesso modo in cui Dio ha perdonato noi. Egli ha deciso di accettare il pagamento di Cristo sulla croce e di considerarlo sufficiente per tutti i peccati. E se anche voi accetterete il pagamento di Cristo, riuscirete a vincere la rabbia e il rancore che vi hanno portato al punto di desiderare di togliervi la vita. Per esaminare più a fondo questo argomento, continuate la lettura.
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Problemi
Persino l’apostolo Paolo, nella Lettera ai Filippesi 1:20-25, disse di essere agitato perché era pronto a morire. Quando Paolo scrisse queste parole, si trovava incarcerato poiché era un predicatore. Aveva affrontato molte avversità a causa del suo predicamento: era stato picchiato, lapidato e abbandonato perché creduto morto, era stato incarcerato e aveva anche sofferto in molti altri modi. Quando Paolo scrisse ai Filippesi, usò queste parole: “perché sono stretto da due lati: avendo il desiderio di partire a da questa tenda e di essere con Cristo, il che mi sarebbe di gran lunga migliore,I am in a strait betwixt two, having a desire to depart, and to be with Christ; which is far better:” In quel momento pensava fosse meglio morire e andare in Paradiso. Però riconosceva anche che sarebbe stato più utile se fosse rimasto nella vita terrena, poiché scrisse: “ma il rimanere nella carne è piú necessario per voi.” Nonostante fosse in prigione, Paolo aveva realizzato che c’erano persone che avevano bisogno di lui. Ve lo assicuro, vale anche per voi: non importa cosa stiate provando in questo momento o quale sia il vostro problema, ci sono persone che hanno ancora bisogno di voi. Il fatto che queste persone vi necessitino, significa che Dio ha ancora un scopo per la vostra vita. La vostra esistenza non è priva di senso. Dovete semplicemente accettare che lo scopo della vita non è servire voi stessi, bensì essere al servizio di Dio e degli altri. Dio ha una nuova identità e scopo che dovrete accettare dopo avere accettato Dio.
Immagino che molti lettori siano sorpresi dai dettagli sugli uomini che nella Bibbia hanno pensato al suicidio o che lo hanno commesso e del fatto che le descrizioni contenute nella Bibbia siano così ricche di informazioni sul perché lo hanno pensato o compiuto. La Bibbia fornisce una grande comprensione e aiuto per ogni aspetto della vita. La notizia più importante è che la Bibbia ci dà anche la risposta su come ritrovare la speranza. Magari uno di questi aspetti fa alla vostra situazione. Non interrompete qui la lettura poiché ora vedremo come ritrovare la speranza perduta a causa dei problemi che si stanno affrontando.
La Lettera agli Ebrei 6:17-19 ci parla di un luogo dove trovare la speranza, e non una speranza qualsiasi: il genere di speranza a cui le nostre anime possono afferrarsi. Un luogo dove possiamo sentirci sicuri e trovare un rifugio dai problemi che stiamo affrontando. Leggiamo: “Cosí Dio, volendo dimostrare agli eredi della promessa piú chiaramente l’immutabilità del suo consiglio, intervenne con un giuramento 18 affinché per mezzo di due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, avessimo un grande incoraggiamento noi, che abbiamo cercato rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci è stata messa davanti. 19 Questa speranza che noi abbiamo è come un’ancora sicura e ferma della nostra vita, e che penetra fin nell’interno del velo.”
Prendiamo spunto da questa speranza di cui parla la Bibbia. Non è tanto il luogo in cui andare, quanto la persona che è venuta per noi. Questa persona è Gesù Cristo. Egli è la speranza di cui la Bibbia parla ed è in Lui che possiamo trovare una nuova e sicura speranza e vita. Negli esempi di suicidi contenuti nella Bibbia abbiamo visto cosa toglie la speranza; tuttavia, nel Vangelo di Giovanni 10:10 Gesù disse: “Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; ma io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.The thief cometh not, but for to steal, and to kill, and to destroy: I am come that they might have life, and that they might have it more abundantly.” Vedete, Gesù è venuto per darci una nuova vita, una vita ricca d’abbondanza, ricca di pace. Ha dato a noi questa nuova vita prendendo il nostro posto nella morte. Ha lasciato che lo uccidessero per i nostri peccati ed è morto al posto nostro. Nella Lettera ai Romani 5:8 si legge: “Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” Gesù è morto per noi, ha preso il nostro posto. Egli è già morto per la vita di cui ora voi siete stanchi e vi sta offrendo una nuova vita. Nel Vangelo di Giovanni 3:16-18, Gesù afferma: “Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.” Questo è, di fatto, il messaggio della Bibbia: che Dio, per amore, ha inviato Gesù per pagare per i nostri peccati e per morire al nostro posto in modo che noi possiamo vivere in Lui.
Lontano da Gesù ci sono solo morte e dolore, ma in Cristo ci sono la vita e la pace. Questa è la speranza che Dio ci offre attraverso Gesù Cristo: la certezza che i nostri peccati sono stati pagati, quali che siano, e la pace con Dio poiché Egli ci ha salvato da tutti i nostri problemi. Ci offre una nuova speranza, una nuova vita e una vita con una nuova identità. Nella Seconda lettera ai Corinzi 5:17, la Bibbia riporta: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.” Questa nuova identità ci permette di lasciarci alle spalle il passato e di ricominciare di nuovo. Dio vuole darci la libertà di vivere la vita che Egli ha inteso per noi in Cristo. Vi incoraggio a fermarvi un momento e invocare Gesù Cristo come vostro Salvatore, a confessargli i vostri peccati e a chiedere il Suo perdono. È il motivo per cui è morto per voi. Rivendicate la vostra nuova vita e la vostra nuova identità in Cristo e afferratevi alla speranza che vi viene offerta.
Speranza: “Fiducia in un evento futuro; il grado più elevato di un’aspettativa ben fondata di bene; come una speranza fondata nelle misericordiose promesse di Dio; nel senso delle Scritture”. – Dizionario Webster 1828, Definizione 2
Lettera ai Romani 10:8-13 “ Ma che dice essa? «La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore». Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; 9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesú, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,. 11 perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato. 12 Poiché non c’è distinzione fra il Giudeo e il Greco, perché uno stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 13 Infatti: «Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.”
Lettera a Tito 3:7 “affinché, giustificati per la sua grazia, fossimo fatti eredi della vita eterna, secondo la speranza che abbiamo.”
