AccessDeniedAccess DeniedRGGCDMT046ZMHN0PqM5pnJBHg/TGEqv3IA5ZxQY0bSnoJeIPYm38Y17xDrzbzZJ2beuj5Glf8hq+wkQJ3h7uPKHA+y8= Rabbia – Risposte Per La Vita

Rabbia

Rabbia

Pubblicato da Rick Carter su

Questo articolo non vuole convincervi che vi sia qualcosa di sbagliato nella rabbia o che la rabbia abbia delle conseguenze. Vorrei cominciare dando per scontato che non è necessario convincervi di ciò, altrimenti non stareste leggendo questo articolo. Il mio obiettivo è fornirvi le vere risposte della Bibbia per la gestione della rabbia. Durante la lettura e la messa in pratica di questi versetti, mi auguro vorrete considerare di conoscere anche gli altri insegnamenti della Bibbia frequentando il nostro corso gratuito per lo studio della Bibbia. Di seguito elenchiamo 5 passaggi biblici che insegnano a superare la rabbia.

Passaggi per superare la rabbia

Decidete di mettere fine alla rabbia – Salmi 37:8 “Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non affliggerti; ciò porterebbe anche te a far del male.Cease from anger, and forsake wrath: fret not thyself in any wise to do evil.” Il primo passaggio potrebbe suonare troppo semplicistico ma vorrei essere chiaro: non farete alcun progresso nella gestione della rabbia fino a quando non avrete deciso di eliminarla dalla vostra vita. Non è solo necessario riuscire a controllarla meglio, poiché è come controllare un animale feroce: potrebbe sembrare sotto controllo, ma se riesce a liberarsi vi divorerà. Dovete eliminarla dalla vostra vita e dovete prendere questa decisione. Se non vi impegnerete davvero ad affrontare la rabbia, continuerete a soffrirne le conseguenze. Lasciate che vi racconti la mia testimonianza personale. Soffrivo di un terribile problema di rabbia. Litigavo costantemente con mia moglie, alzavo la voce e gridavo; a volte, mi arrabbiavo così tanto che tiravo un pugno al muro! Tiravo calci in aria e addirittura lanciavo oggetti: mai contro mia moglie, ma credo che prima o poi sarebbe potuto succedere se avessi continuato così. Ero consapevole che la mia rabbia costituisse un grande problema ma non sapevo cosa farci. Una sera, mentre ero in chiesa, Dio è riuscito a entrare nel mio cuore per aiutarmi con questo problema. Non ricordo di cosa stesse parlando il predicatore, comunque non credo che avesse a che fare con la rabbia. Ma Dio mi stava parlando di quello. Per la prima volta nella vita ho realizzato che dovevo affrontare la mia rabbia o avrei perso la mia famiglia. Durante quella funzione mi sono recato all’altare e ho confessato a Dio il mio problema di rabbia e mi sono affidato a Lui per affrontarlo. Gli ho promesso che non avrei più consentito alla rabbia di dominarmi e che mi sarei impegnato a cercare il modo di gestire i problemi secondo la Bibbia, anziché cercare di risolverli con la mia rabbia. La verità è che la rabbia è ingannevole perché sembra aiuti a risolvere i problemi ma in realtà non ci riesce, come potrebbe sembrare. Se le persone smettono di comportarsi in un certo modo solo perché hanno paura, in fondo non hanno cambiato idea sulla questione e pertanto continueremo ad avere problemi con loro visto che saranno pervasi dalla rabbia. Quando sono tornato a casa ho detto a mia moglie di avere preso un impegno con Dio: mi sarei liberato dalla rabbia e non avrei più discusso con lei. Vorrei che fosse chiaro che la mia decisione di sbarazzarmi della rabbia e di smetterla di litigare era sincera ma ciò non significava che fosse stata messa alla prova. Avevo permesso alla rabbia di diventare il modo abituale di gestire i conflitti in casa mia e mia moglie non aveva preso lo stesso impegno mio. C’è voluto un po’ di tempo per dimostrarle che ero serio nell’evitare di ricorrere alla rabbia per risolvere i problemi. Affronterò questo aspetto più in dettaglio quando parleremo di come risanare le relazioni compromesse dalla rabbia. Per ora basti sapere che è necessario prendere questa decisione e affidarsi a Dio per riuscire nell’intento.

 

Eliminate le aspettative sbagliate – Salmi 62:5 “Anima mia, riposati in DIO solo, perché la mia speranza viene da lui.My soul, wait thou only upon God; for my expectation is from him.” Per gestire la rabbia, dobbiamo valutare le nostre aspettative. Quando ci arrabbiamo dobbiamo domandarci quali sono le nostre aspettative e se sono allineate con quelle di Dio. È normale avere dei desideri: desiderare che un’altra persona si comporti bene è lecito, ma aspettarsi che lo faccia non lo è. Il desiderio è nel loro interesse, poiché vivono meglio se si comportano come dovrebbero, ma le aspettative li caricano del fardello di soddisfarle e ci rende giudici delle loro prestazioni. Ricordate che tutti, noi inclusi, siamo umani; tutti hanno delle mancanze, tutti sbagliano – anche noi. La regola d’oro calza a pennello in questa situazione: fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te. Anche se potreste pensarla diversamente, non siete perfetti e fare le cose alla vostra maniera non è l’unico modo possibile; dovete trattare gli altri con lo stesso rispetto con cui vorreste essere trattati quando siete voi a sbagliare.

 

Non siate avventati – viene menzionato tre volte nella Bibbia. Nel Ecclesiaste 7:9 “Non affrettarti nel tuo spirito ad adirarti, perché l’ira alberga nel seno degli stolti.Be not hasty in thy spirit to be angry: for anger resteth in the bosom of fools.”; nel Libro dei Proverbi 14:17 “Chi è facile all’ira commette follie e l’uomo con intenzioni cattive è odiato.He that is soon angry dealeth foolishly: and a man of wicked devices is hated.” e nel Libro dei Proverbi 14:29 “Chi è lento all’ira ha molta prudenza, ma chi è facile all’ira mette in mostra la sua follia.He that is slow to wrath is of great understanding: but he that is hasty of spirit exalteth folly.” Spesso la rabbia è associata a un carattere avventato. Sicuramente conoscete il suggerimento di contare fino a 10 prima di rispondere per gestire la rabbia. Si tratta di una messa in pratica di ciò che la Bibbia dice, ossia di non essere avventati quando siamo arrabbiati. La parola “avventati” significa impulsivi, affrettati, irritabili o facilmente indotti alla collera. Si tratta di uno stato mentale e non di una semplice risposta. In altre parole, dovete allenare la vostra mente a ragionare e mantenere la calma. Non si può vivere sull’orlo della rabbia senza mai incapparvi! Per evitare la rabbia è necessario apprendere a esercitare il controllo della nostra mente anziché lasciare che sia la mente a controllarci. La Bibbia ne parla continuamente e ci indica questo percorso nella Lettera ai Filippesi 4:4-8: “Rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: Rallegratevi. La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini; il Signore è vicino. Non siate in  ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesú. Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtú e se vi è qualche lode, pensate a queste cose.Rejoice in the Lord alway: and again I say, Rejoice. 5 Let your moderation be known unto all men. The Lord is at hand. 6 Be careful for nothing; but in every thing by prayer and supplication with thanksgiving let your requests be made known unto God. 7 And the peace of God, which passeth all understanding, shall keep your hearts and minds through Christ Jesus. 8 Finally, brethren, whatsoever things are true, whatsoever things are honest, whatsoever things are just, whatsoever things are pure, whatsoever things are lovely, whatsoever things are of good report; if there be any virtue, and if there be any praise, think on these things.”

 

Fate caso al processo descritto,

  1. Mantenere una visione ottimista attraverso l’elogio.
  2. Allenarsi a mantenere un atteggiamento pacato in modo che gli altri possano vedere che non siete avventati o impulsivi.
  3. Esercitarsi a ringraziare per ciò che la vita ci ha dato attraverso la preghiera.
  4. Focalizzare la propria mente sulle cose positive anziché su quelle negative.

Vedete come il ringraziamento e l’elogio sono parte di una mente equilibrata e non in balia dell’impulsività? Ricordate come il problema dell’ingratitudine è dovuto allo sfogo della rabbia? Per liberare la mente dall’impulsività della rabbia, potete cominciare tenendo una sorta di “quaderno di cose che fanno perdere le staffe”. Si tratta di uno strumento per riuscire a superare i pensieri negativi. Ogni mattina prendete un foglietto di 10×15 cm e scrivete la data nell’angolo in alto a destra. A sinistra scrivete “mattina”, “mezzogiorno” e “sera”; in corrispondenza di ciascuna voce, scrivete 3 cose che vi vengono in mente per cui siete grati a Dio. Sul retro scrivete una cosa di cui siete grati alla persona che mette duramente alla prova la vostra rabbia più di tutte. Questo processo vi aiuterà a mantenere un atteggiamento soddisfatto anziché cercare i torti in ogni situazione.

Un altro strumento che vi aiuterà a frenare la rabbia è il cosiddetto “elenco degli stimoli”. Tenete in tasca o nella borsa un piccolo taccuino. Quando vi arrabbiate, annotate la data e l’ora. Scrivete l’evento che vi ha fatto alterare e una breve considerazione circa il vero motivo per cui vi siete arrabbiati. Ossia, separate l’azione dalla motivazione. L’azione potrebbe essere stata che qualcuno si è rivolto a voi in modo sgarbato, ma il motivo della vostra rabbia è interiore e non esteriore, per cui fate una valutazione onesta: “mi aspetto che le persone siano educate”. Con questo abbiamo individuato il vero problema: la nostra aspettativa. Pertanto, dopo averla individuata possiamo superarla. Nel farlo, potreste accorgervi che ci sono alcuni momenti della giornata in cui è più difficile gestire la rabbia; potrebbero esserci cose che stimolano maggiormente la vostra rabbia e se riuscite a individuarle potete prepararvi per evitare che la vi domini, modificando la vostra giornata o preparandovi contro questi stimoli.

Imparate a esercitare la discrezione e la prudenza – Libro dei Proverbi 19:11: “Il senno di un uomo lo rende lento all’ira ed è sua gloria passar sopra le offese.The discretion of a man deferreth his anger; and it is his glory to pass over a transgression.” Libro dei Proverbi 12:16: “Lo stolto fa vedere subito la sua irritazione, ma l’uomo prudente nasconde il disonore.A fool’s wrath is presently known: but a prudent man covereth shame.” Secondo il dizionario Webster del 1828, la discrezione è il discernimento che permette a una persona di giudicare in modo critico ciò che è giusto e corretto, la discrezione dovrebbe essere unita alla prudenza. In altre parole, “discrezione” significa fare attenzione a non agire troppo rapidamente senza pensare a una risposta appropriata. Sempre secondo lo stesso dizionario, la prudenza implica un “atteggiamento cauto ed equilibrato per scegliere e valutare i modi più appropriati per perseguire fini utili. La prudenza si riferisce principalmente alle azioni da svolgere e ai debiti modi, all’ordine, ai tempi e al metodo con cui farle o non farle.”

Quando nella nostra vita si è presentato un problema, in generale abbiamo risposto in uno di due possibili modi. O lo abbiamo esternato sfogandoci e scagliando la nostra rabbia contro chi ci stava attorno, compresi il nostro coniuge e i nostri figli, oppure abbiamo interiorizzato la rabbia, ossia le abbiamo consentito di accumularsi e di provare un disagio emotivo sempre più grande. Entrambi questi metodi non vanno bene perché o distruggono le nostre relazioni o distruggono noi. La vera risposta si trova nell’ammonimento alla discrezione e alla prudenza. Bisogna imparare a gestire il problema. Il problema non è mai una persona, bensì le convinzioni che la motivano. Se vogliamo avere la meglio sul problema, dobbiamo separarlo dalla persona e valutare quale sua azione è la vera causa della nostra rabbia. E, infine, affrontare il problema. Per riuscirci, probabilmente sarà necessario esprimere il problema a questa persona in un modo tale che questa possa recepirlo. Ciò significa che non bisogna attaccare l’altra persona rivolgendole accuse sul problema, poiché così facendo la persona si metterà sulla difensiva e non vorrà accettare il cambiamento. Per aiutare gli altri a vedere la necessità di cambiare, dobbiamo mettere in pratica le tecniche che Gesù ci ha insegnato quando ci ha insegnato come pregare.

Nel Vangelo di Matteo 6:9-13 si legge: “Non avete ancora capito e non vi ricordate dei cinque pani per i cinquemila uomini, e quante ceste ne avete raccolto? 10 E dei sette pani per i quattromila uomini, e quanti panieri ne avete riempito? 11 Come mai non capite che non mi riferivo al pane quando vi dissi di guardarvi dal lievito dei farisei e dei sadducei? 12 Allora essi capirono che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei. 13 Poi Gesú, giunto dalle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dicono gli uomini che io, il Figlio dell’uomo, sia?After this manner therefore pray ye: Our Father which art in heaven, Hallowed be thy name. Thy kingdom come. Thy will be done in earth, as it is in heaven. Give us this day our daily bread. And forgive us our debts, as we forgive our debtors. And lead us not into temptation, but deliver us from evil: For thine is the kingdom, and the power, and the glory, for ever. Amen.” Senza dilungarmi troppo su queste parole, metterò in evidenza solo le informazioni essenziali e se avete delle domande, potete leggere l’articolo che ho incluso insieme ai materiali su questo argomento.

  1. Cominciate con un commento positivo per elogiare la persona.
  2. Chiedete se potete fare qualcosa per esserle d’aiuto.
  3. Formulate la vostra richiesta di aiuto.
  4. Chiedete e fornite il perdono per i conflitti passati.
  5. Terminate con una frase positiva.

Mettete in pratica il principio di sostituzione – Dalla Lettera agli Efesini 4:31-32: “Sia rimossa da voi ogni amarezza, ira, cruccio, tumulto e maldicenza con ogni malizia. 32 Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo.Let all bitterness, and wrath, and anger, and clamour, and evil speaking, be put away from you, with all malice: And be ye kind one to another, tenderhearted, forgiving one another, even as God for Christ’s sake hath forgiven you.” Per ottenere una vittoria a lungo termine sulla rabbia, bisogna attuare le pratiche corrette per impedire che ritorni. Per spiegarlo meglio, vorrei che osservaste questo disegno; qui sono indicate le azioni negative elencate nella Lettera agli Efesini 4:31: amarezza, collera, rabbia, proteste (ripetuti sfoghi ad alta voce), maldicenza (parlare male di qualcuno o qualcosa) e cattiveria (intenzione di fare del male). Per evitarli, devono essere sostituiti con quello che è elencato nel versetto 32. Benevolenza, misericordia e perdono. Affrontiamo ora il problema del perdono affinché possiate comprenderlo come lo intende Dio.

 

In sostanza, vi sono 3 modi di praticare il perdono. Uno è il perdono logico, ossia perdonare perché ha senso farlo. La mancanza di perdono potrebbe non esserci conveniente, pertanto è ragionevole lasciar perdere e passare ad altro. Il problema di questo approccio è che a un certo punto non ha più senso. È quello che Pietro metteva in dubbio quando ha chiesto a Gesù quante volte avrebbe dovuto perdonare suo fratello: sette erano sufficienti? Gesù lo lasciò di stucco rispondendogli “sette volte settanta”. Siamo onesti: l’idea di perdonare una persona sette volte per la stessa colpa è di gran lunga troppo per la maggior parte di noi. Credo che in America la regola sia “due cartellini gialli e sei fuori”. Si arriva a un punto in cui il perdono non ha un senso logico.

Il secondo tipo di perdono è il perdono emotivo, ossia quando ci sentiamo di perdonare. Voglio smettere di sentirmi arrabbiato, per cui ho deciso di lasciar perdere e perdonare. In questo caso il problema è che anche i sentimenti cambiano. Ecco perché una volta ho sentito un uomo dire che quando la moglie si arrabbiava con lui, lei cominciava a rivangare il passato e tirava fuori tutto quello che lui aveva fatto in precedenza. Voleva perdonarlo… ma anche no. Il perdono emotivo non è più efficace del perdono logico.

L’unico tipo di perdono che funziona davvero è il perdono spirituale, ed è ciò di cui Paolo parlava nella Lettera agli Efesini 4:32. Ha detto di perdonare così come Dio ci ha perdonati sacrificando Gesù. Fate attenzione: il perdono di Dio non si basa sui suoi pensieri o sentimenti; si basa sull’azione di morire in croce da parte di Gesù Cristo per pagare i nostri peccati. È un perdono legislativo. È un perdono che considera il pagamento di Cristo come sufficiente per ripagare qualsiasi colpa. Quando una persona si rivolge a Dio e chiede perdono, Egli non deve pensarci, Egli non valuta cosa prova nei confronti della persona o delle sue azioni. Egli ha già deciso di estendere il perdono a tutti e per qualsiasi azione sulla base del fatto fermo e immutabile della morte di Cristo sulla croce per pagare la punizione del peccato.

Paolo ci ammonisce che dobbiamo perdonare allo stesso modo in cui Dio stesso perdona. Il nostro perdono deve basarsi completamente sulla croce di Cristo. Nella Seconda lettera ai Corinzi 2:10, Paolo dice: “Or a chi voi perdonate qualche cosa perdono anch’io, perché anch’io se ho perdonato qualcosa a chi ho perdonato. fatto per amor vostro davanti a Cristo,To whom ye forgive any thing, I forgive also: for if I forgave any thing, to whom I forgave it, for your sakes forgave I it in the person of Christ;” L’esperienza personale di Paolo con il perdono si è basata sullo stesso principio: ha perdonato gli altri nella persona di Cristo. Questo significa che quando valuto la colpa, la comparo con ciò che Cristo ha perdonato a me e scelgo Lui anziché le mie colpe. Di sicuro il mio peccato che Gesù Cristo ha pagato con la sua vita sulla croce era ben più grave di qualsiasi singola colpa che possa essere stata commessa nei miei confronti. La Bibbia dice che Gesù si è fatto carico di tutti i nostri peccati nel suo corpo sulla croce. È morto per ciascuno dei miei peccati, Egli è morto per tutte le menzogne del mondo, per tutti gli omicidi, gli stupri, i furti, i tradimenti e le idolatrie di tutte quelle cose sono state addebitate a lui quando si trovava sulla croce ed Egli ha deciso di pagare la pena corrispondente.

Dopo il modello di preghiera, Gesù dice queste parole sorprendenti: “Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.For if ye forgive men their trespasses, your heavenly Father will also forgive you: 15 But if ye forgive not men their trespasses, neither will your Father forgive your trespasses.” Nel Vangelo secondo Matteo 6:14-15 Dio afferma che Egli perdonerà un uomo solo se l’uomo estenderà il perdono agli altri a sua volta. Ecco perché è impossibile sostenere che noi ci meritiamo il perdono di Dio mentre gli altri no. Rifiutarsi di estendere agli altri lo stesso perdono che abbiamo ricevuto noi, significa disprezzare il sacrificio di Gesù Cristo per il pagamento del peccato. Gli altri non meritano davvero il perdono, però neppure noi. Il perdono di Dio non si è basato sul merito, bensì sul Suo amore. Dio ci amava così tanto che era pronto a pagare la pena per i nostri peccati Egli stesso sulla croce. Questo è il messaggio del Vangelo.

Lasciate che ve lo dica: se non avete mai riconosciuto il vostro peccato dinnanzi a Dio e riposto la vostra fede in Gesù Cristo per il perdono del peccato, allora siete ancora responsabili di pagare per il vostro peccato. Dio desidera perdonarvi, Egli ha pagato il prezzo del vostro perdono ma sta a voi decidere di accettare la Sua offerta. Nella Lettera ai Romani 10:8-10 si legge: “Ma che dice essa? «La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore». Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesú, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza.But what saith it? The word is nigh thee, even in thy mouth, and in thy heart: that is, the word of faith, which we preach; 9 That if thou shalt confess with thy mouth the Lord Jesus, and shalt believe in thine heart that God hath raised him from the dead, thou shalt be saved. 10 For with the heart man believeth unto righteousness; and with the mouth confession is made unto salvation.”

 

Non si può dare qualcosa che non abbiamo mai ricevuto e una volta che abbiamo ricevuto il perdono di Dio, non possiamo rifiutarlo agli altri.

Non serbate mai rancore – Lettera agli Efesini 4:26 “Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sul vostro cruccio;Be ye angry, and sin not: let not the sun go down upon your wrath:” L’ultimo ammonimento che desidero leggiate su come superare la rabbia è che non è possibile provare rancore e continuare a vincere sulla rabbia. Quando in questo punto della Bibbia si legge “non tramonti il sole sopra la vostra ira”, vuole dire che dobbiamo gestirla oggi nel modo giusto e non lasciare che degeneri nel risentimento e nell’amarezza. Se seguirete i passaggi che abbiamo descritto in questo articolo, non avrete il problema di serbare rancore.

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